Nenernet’s Weblog

Archive for ottobre 2008

Il 94% dei comuni liguri ha abitazioni in aree esposte a pericolo e in 7 comuni su 10 in queste aree sono presenti addirittura fabbricati industriali, con grave rischio non solo per le vite dei dipendenti ma anche per eventuali sversamenti di prodotti inquinanti nelle acque e nei terreni. Questo secondo i dati di «Ecosistema Rischio 2008», indagine di Legambiente e Protezione Civile dedicata al rischio idrogeologico. Solo due i comuni che hanno avviato interventi di delocalizzazione: Santa Margherita Ligure e Quiliano. Il 79% delle amministrazioni comunali prevede nel piano urbanistico vincoli all’edificazione delle zone in pericolo.

Fonte: http://www.ilgiornale.it/a.pic1?ID=297092

nostro inviato a FirenzeSentendolo parlare (e lo fa di rado), lo trovi sempre più maturato. A parte quello scivolone di Udine con la dedica “stonata” al suocero ucciso. «Ci sono stati dei malintesi, ma il dolore di una persona non andrebbe mai giudicato. Meno ne parlo e meno lo sento», liquida l’argomento. Daniele De Rossi è uno genuino che non usa giri di parole. Sa che con l’assenza di Pirlo («non so se ha fatto abbastanza per dimostrare il suo valore, ma credo che il Milan abbia vinto qualcosina di più grazie a lui»), le sue responsabilità in nazionale crescono a dismisura. In questo momento, però, non può sottrarsi all’argomento Roma. Squadra alla quale rivolge l’ennesima dichiarazione di amore («nato prima di aver cominciato a giocarci, anche se questo non mi impedisce di dire che abbiamo dei problemi»), prendendo però le difese di uno Spalletti sulla graticola. «Può sembrare da fuori che il suo ciclo sia finito, ma una disamina del genere è superficiale. Non è solo colpa sua, all’allenatore vanno riconosciuti più meriti di quelli che ora tutti ricordano». E quella storia del Chelsea? «Non mi interessa neanche sapere se e cosa è successo, ne gliel’ho chiesto. Sapeste quanti giocatori a Natale o d’estate parlano con altre squadre… Le parole di Rosella Sensi su chi sta con l’allenatore? Era un discorso generico, per confermargli la fiducia.

Fonte: http://www.ilgiornale.it/a.pic1?ID=296996

La chiamammo l’anti-Madonna, quando si impose nei neghittosi anni Ottanta: non solo per le sue capacità vocali e d’autrice, superiori anni luce a quelle della signora Ciccone, ma per il suo porsi, nel dominio del facile ascolto pop, come un’eretica scanzonata e geniale. Tra l’altro la sua Timer after time fu onorata dalla rilettura d’un sommo, Miles Davis. Con un tale curriculum alle spalle, Cyndi Lauper non riesce che a dare, ora, uno stinto autoritratto di sé, con pochi scampoli della passata grandezza. Il nuovo album viaggia nei paraggi d’un pop molto tecnologico, ma alquanto inane. Insomma una Ciccone che canta meglio, con guizzi assai sporadici d’ingegno.Cyndi Lauper, Bring ya the to bring (Sony-Bmg)

Fonte: http://www.ilgiornale.it/a.pic1?ID=296988

Il problema dell’uso di Internet in Italia potrebbe non essere il digital divide ma il culture divide. Significa che gli italiani usano Internet in modo inconsapevole. Insomma, la Rete in Italia è ancora un fine e non un mezzo. Non siamo competenti. Usiamo il computer con lo stesso approccio con cui guaradiamo la Tv, ascoltiamo la radio, un cd o leggiamo un libro stampato. Lo dice il rapporto 2008 dell’Osservatorio permanente contenuti digitali, secondo cui gli italiani che usano abitualme Internet non solo sarebbero solo il 31 per cento contro un 65 per cento ancora legato agli strumenti tecnologici tradizionali. Ma il rapporto dice che anche quelli che non sanno fare più a meno della Rete la usano in modo quasi inconsapevole. Non provano curiosità, usano lo strumento senza essere sostenuti da una cultura, né da una formazione o da uno studio. Per l’Osservatoirio questo significa che il nostro gap più che digitale potrebbe presto essere di un altro tipo, culturale. E se ora l’Italia è in coda all’Europa in quanto a sviluppo e diffusione delle nuove tecnologie presto potrebbe esserlo anche in quanto all’uso dei contenuti digitali. Nell’immediato futuro, dunque, potremmo diventare una massa di Technofan. Comunque non c’è da preoccuparsi. «Anche la popolazione più avanzata dal punto di vista tecnologico, assume però comportamenti differenti nell’utilizzo dei diversi devise e contenuti digitali disponibili – spiegano dall’Osservatorio.

Fonte: http://www.unita.it/view.asp?IDcontent=79421

TrichetBorse europee contrastate, dopo un’apertura positiva, in attesa del voto al Senato degli Stati Uniti sul pacchetto anti-crisi da 700 miliardi di euro. Per affrontare la crisi dei mercati, il presidente francese Nicolas Sarkozy e presidente di turno della Ue ha convocato per sabato a Parigi una riunione del G4. Le principali piazze finanziarie europee hanno aperto la seduta in rialzo dopo la chiusura fortemente positiva di Wall Street e delle Borse asiatiche, attendendosi una veloce approvazione da parte del Congresso Usa del piano anti-crisi da 700 miliardi di dollari dopo la bocciatura di due giorni fa. Wall Street ha chiuso la seduta con forti rialzi, un segnale del fatto che gli investitori scommettono che il piano di salvataggio al sistema finanziario riuscirà alla fine a trovare i voti necessari per essere approvato dal Congresso degli Stati Uniti. Al termine della giornata e dopo le operazioni di compensazione il Dow Jones ha guadagnato 485,21 punti (+4,68%) a 10.850,66 punti, il Nasdaq è salito di 98,60 punti (+4,97%) a quota 2.082,33 punti, mentre lo S&P 500 ha recuperato 58,35 punti (+5,27%) a quota 1.164,74 punti. Il rally ha compensato il crollo di lunedì, una delle peggiori giornate da molti anni a questa parte dove il Dow Jones ha perso 778 punti, dopo la bocciatura del pacchetto di salvataggio alla Camera dei Rappresentanti. La ripresa dei mercati non arriva del tutto inaspettata, dato che solitamente un crollo della borsa attrae investitori a caccia di acquisti super scontati.

Fonte: http://www.unita.it/view.asp?IDcontent=79511

Joerg Haider ai seggi con la moglieAvanza la destra. Sei milioni di cittadini austriaci sono chiamati al voto per le elezioni politiche anticipate. Si volta pagina dopo la rottura della Grande coalizione – l’alleanza tra i socialdemocratici della Spoe e i conservatori della Oevp – al potere da soli 18 mesi. Il testa a testa per la cancelleria è tra il socialdemocratico Werner Feymann e il popolare Wilhelm Molterer.Ma i risultati delle urne danno un solo trionfatore: l’estrema destra. Nonostante la Spoe resti primo partito con il 29,8 per cento dei voti (comunque sei punti in meno rispetto all’ultima tornata elettorale), a trionfare sono la Freiheitliche Partei (Fpoe), che ottiene il 18 per cento e diventa il terzo partito del paese, e la Bzoe guidata dal governatore della Carinzia Joerg Haider, che raccoglie l’11 per cento dei voti. Alle ultime elezioni l’Fpoe aveva l’11 per cento, mentre il partito di Haider si era fermato a poco più del 4. Un triste dato, considerando anche che per la prima volta a questa elezione in Austria votano anche i giovani di 16 e 17 anni. Sono circa duecentomila e potrebbe essere stato proprio il loro apporto a delineare l’impennata dell’Fpoe, il partito guidato dello xenofobo Heinz Christian Strache, che ha già reclamato per sé la poltrona di cancelliere nel nuovo governo federale. Restano secondo partito del Paese i conservatori popolari della Oesterreichische Volkspartei (Oevp): raccolgono il 25,6% dei voti, comunque molto meno del 34 per cento che avevano ottenuto nel 2006.

Fonte: http://www.unita.it/view.asp?IDcontent=79442