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«Circo Massimo è il triplo di piazza San Giovanni». Due giorni dopo la manifestazione continua la guerra sui numeri. Berlusconi ha preso male la folla scesa in piazza per contestarlo, ma il Pd invita a calmare gli animi: «Non abbiamo nessun dubbio che lui abbia vinto le elezioni – dice Ermete Realacci, ministro ombra all’Ambiente – ha una maggioranza molto ampia e il suo compito è governare. Non si deve agitare troppo, non so a cosa sia abituato lui, si tratta di un fatto normale in una democrazia che funziona con una maggioranza e un’opposizione».Comunque, da sabato, qualcosa è cambiato. Ne è convinto Paolo Gentiloni, responsabile Comunicazione del Pd: «Veltroni si è rafforzato sia nel partito sia nell’opinione pubblica – dice in un’intervista a La Stampa – Per milioni di italiani, le immagini viste nei tg hanno dato l’idea che il Pd è in campo. E quanto al partito, bisogna dire che Veltroni se l’è sudata. Non tutti credevano alla manifestazione, lui l’ha sostenuta in modo feroce, quasi ossessivo. Da quattro mesi lui pensava quel che poi la manifestazione è stata: un punto di svolta politico». Comunque, avverte Gentiloni, non bisogna fermarsi qui: quella di sabato è stata «manifestazione fondativa del Pd, che non aveva mai avuto un battesimo di piazza». Ora però il Pd ha «un capitale che va reinvestito: non dobbiamo chiuderci a catenaccio sui nostri schemi tradizionali.

Fonte: http://www.unita.it/view.asp?IDcontent=80329

Festeggia anche la Borsa per l’accordo su Alitalia che offre tutte le premesse per il salvataggio della compagnia di bandiera. Salgono i titoli legati all’operazione Cai e la soddisfazione contagia operatori economici e risparmiatori. Ma manca ancora qualcosa perché la gioia sia completa e tocchi da vicino tutti, non solo chi è direttamente coinvolto nelle vicende della compagnia e di Piazza Affari. Manca la certezza che Malpensa e Linate possano partecipare a questa vittoria e non rischino di rimanere ancora una volta penalizzate.Il sentimento è comune a imprese e semplici cittadini che prendono l’aereo per affari o per andare in vacanza, per le necessità della vita di ogni giorno. La città si aspetta che la nuova Alitalia non ripeta gli errori della vecchia e non ignori gli interessi degli aeroporti della Lombardia e alla fine anche i propri, come ha dimostrato il precipizio in cui è definitivamente sprofondata Alitalia dopo aver abbandonato Malpensa. Tagliare i voli all’aeroporto che ha un bacino d’utenza tra i più ricchi d’Europa e possibilità di crescita sconosciute a concorrenti come Londra o Francoforte o Parigi, hub congestionati e ormai vicini alla saturazione, si è dimostrata una mossa suicida. Continuare a indebolirlo per accontentare partner stranieri sarebbe una follia, ancor più ora che è chiaro che l’aeroporto lombardo può risorgere con le proprie forze, a patto di poter contare su trasparenti regole di mercato.

Fonte: http://www.ilgiornale.it/a.pic1?ID=293557